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Lavoro green? Più collaborazione!

Le cose cambiano con la velocità della luce. Soprattutto in ambito economico e sociale. Basta leggere come si presenta il Salone della CSR (Corporate Social Responsibility) e dell’innovazione sociale, l’1 e 2 ottobre alla Bocconi di Milano. Il più importante evento in Italia dedicato all’evoluzione della responsabilità d’impresa verso scenari innovativi e sostenibili declina così i suoi tre concetti centrali: le opportunità offerte dall’innovazione sociale in un momento di grande cambiamento, l’importanza del “fare” attraverso azioni concrete, l’urgenza di una collaborazione attiva tra gli attori sociali più consapevoli. Tre significativi passi in avanti, se pensiamo che fino a un anno fa le indagini sul settore (come quella condotta a fine 2012 da Ispo per Vedogreen con l’Osservatorio green economy on capital market) si limitavano ad affermare che questa importante visione del mercato è centrale perché crea nuove professionalità e opportunità per rendere l’Italia più competitiva.

Le imprese responsabili dovranno passare a un’ottica di co-progettazione, di condivisione delle azioni e dei fini aziendali

Oggi questo non basta più, tant’è vero che autorevoli esperti affermano che la green economy non è solo decisiva per rilanciare l’occupazione e attrarre investimenti esteri, ma che la direzione giusta è quella di un’economia aperta al sociale e molto partecipativa. Il sondaggio effettuato in vista del Salone mostra come il 93 per cento degli acquirenti si dichiara più fedele all’azienda che attua politiche di responsabilità sociale e l’87 tiene in considerazione i comportamenti dell’impresa prima dell’acquisto. 9 intervistati su 10 si dichiarano pronti a boicottare le aziende che hanno comportamenti irresponsabili, in particolare verso l’ambiente e i diritti umani. Il 62 per cento utilizza la rete per informarsi sulle politiche di CSR. L’attuale periodo storico, afferma lo studioso Geoff Mulgan, ha le credenziali per collocarsi come fertile laboratorio d’innovazione sociale e le imprese responsabili non possono permettersi di non sedersi a questo tavolo. Da questo tema passano le future sfide di un vantaggio competitivo per le imprese. Occorre passare da un’ottica di giving, tipica di un certo modo di concepire la CSR, a un’ottica di co-progettazione, di condivisione delle azioni e dei fini tra mondo profit e rappresentanti dei bisogni sociali, in grado di conciliare le esigenze di attori estremamente diversi tra loro in quanto a profilo culturale e valoriale. Per le imprese che hanno già sviluppato azioni e processi nel percorso di responsabilità sociale si affaccia una nuova sfida, in grado di ridefinire il modello di creazione di valore mediante un’applicazione efficace e sostenibile di una nuova idea di prodotto, servizio, modello: trasformarsi in promotori, attori e protagonisti di pratiche di social innovation.

Lavoro green? Più collaborazione!

Una vita biodinamica
a cura di Giuliana Zoppis

Lavoro green? Più collaborazione!

Novità, eventi, prodotti e servizi per uno stile di vita innovativo e consapevole:
tutto ciò che può dare una svolta “ECO” alle azioni di ogni giorno con responsabilità, curiosità, fantasia, volontà di cambiare in meglio noi e il mondo in cui viviamo.

È lo spazio dedicato al biodinamico, condotto su La Raia.it da Giuliana Zoppis, architetto e giornalista specializzata nei temi ecodesign, bioedilizia e sostenibilità socio-ambientale.
Dopo numerose esperienze editoriali (Rizzoli / Corriere della Sera, Giorgio Mondadori / AD-Architectural Digest Italia e Mondadori) e televisive (Rai 2, Il Piacere di Abitare), collabora con i settimanali D-Dcasa e Il Venerdì de La Repubblica e il magazine Mark Up. È nella Commissione Sostenibilità di ADI (Associazione Disegno Industriale). Nell’autunno 2006 ha fondato con Clara Mantica il primo circuito per la promozione dell’abitare sostenibile Best Up.