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Plastica? No, grazie

Plastica? No, grazie

Secondo molti ricercatori mondiali, come gli italiani di ENEA, oltre l’80% dei rifiuti raccolti sulle spiagge è rappresentato da plastiche monouso, i cui frammenti diventano nei corsi d’acqua e negli oceani una presenza devastante. Un dato, per tutti: in alcune località del nostro Pase si raccolgono fino a 18 oggetti di plastica per metro quadro, come riportano gli esperti di Enea nel “Marine litter: da emergenza ambientale a potenziale risorsa”, studio che fa il punto sul monitoraggio delle plastiche nei laghi e nei mari, dei riscontri scientifici sui materiali polimerici e delle strategie di “riuso-riciclo”. Sotto la lente d’ingrandimento dell’Agenzia (enea.it) le fonti d’inquinamento da microplastiche che per le dimensioni inferiori a 5mm non sono trattenute dagli impianti di depurazione delle acque reflue. Due spunti di riflessione per chi non può più sopportare questa situazione e vuole immaginare un cambiamento. Le azioni di sensibilizzazione della Ellen MacArthur Foundation, che da 50anni si muove in mille direzioni per uscire dal tunnel dell’inquinamento ambientale: come il recente New Plastics Economy Innovation Prize, premio andato a una serie di realtà imprenditoriali, start up, designer, ricercatori in tutto il mondo (2 milioni di dollari tra tutti). Lascia ben sperare il numero di innovazioni messe a punto dal gruppo dei premiati: dalle buste per la spesa fatte di alghe e composti vegetali, ai dispenser per prodotti liquidi (quelli da tavola usano involucri edibili che imitano certe uova e membrane naturali), alle app per avere a domicilio gli alimenti della filiera locale senza impiego d’imballaggi, ai social-club per rimettere in circolazione gli avanzi di prodotti e servizi usati (newplasticseconomy.org). Il nuovo magazine fondato da Jacopo Fo (figlio del Nobel per la letteratura ’97) si chiama People for Planet ed è appena andato online con un manifesto e tre proposte di legge. Una vuole rendere obbligatorio il montaggio sulle lavatrici di un semplice filtro che trattiene le microfibre: i capi di “pile” usati da grandi e piccini per sport e tempo libero ne disperdono in quantità (peopleforplanet.it).

Una vita biodinamica
a cura di Giuliana Zoppis

Plastica? No, grazie

Novità, eventi, prodotti e servizi per uno stile di vita innovativo e consapevole:
tutto ciò che può dare una svolta “ECO” alle azioni di ogni giorno con responsabilità, curiosità, fantasia, volontà di cambiare in meglio noi e il mondo in cui viviamo.

È lo spazio dedicato al biodinamico, condotto su La Raia.it da Giuliana Zoppis, architetto e giornalista specializzata nei temi ecodesign, bioedilizia e sostenibilità socio-ambientale.
Dopo numerose esperienze editoriali (Rizzoli / Corriere della Sera, Giorgio Mondadori / AD-Architectural Digest Italia e Mondadori) e televisive (Rai 2, Il Piacere di Abitare), collabora con i settimanali D-Dcasa e Il Venerdì de La Repubblica e il magazine Mark Up. È nella Commissione Sostenibilità di ADI (Associazione Disegno Industriale). Nell’autunno 2006 ha fondato con Clara Mantica il primo circuito per la promozione dell’abitare sostenibile Best Up.