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Spazi abbandonati? Riusiamoli!

Gli spazi vuoti delle nostre città sono “riserve urbane” per sperimentare sogni collettivi. Come? C’è chi tenta il riuso temporaneo con progetti abitativi, culturali, sociali e imprenditoriali. Per salvarli dal degrado. Dieci anni di esperienze e storie da scoprire sono appena uscite nel manuale di Temporiuso (ed. Altreconomia), associazione che mappa il patrimonio edilizio esistente e gli spazi vuoti, in abbandono o sottoutilizzati di proprietà pubblica o privata. Scopo del gruppo (nato da ricercatori del Politecnico di Milano) è di riattivare questi spazi con progetti legati al mondo della cultura, dell’artigianato o della piccola impresa, ma anche per l’accoglienza temporanea di studenti e turisti low cost.

Il manuale è una prima risposta al bisogno d’innovazione sociale che abita la città contemporanea per provare a salvare un patrimonio storico, architettonico e socio-culturale straordinario. Milioni di edifici e spazi rimangono da anni vuoti e abbandonati in Italia: dalle caserme ai cantieri navali, dalle fabbriche agli uffici, alle abitazioni e ai negozi.

Mentre per le case private i problemi di riuso sono ancora troppi per trovare risposte credibili, per gli altri spazi si può e il percorso di Temporiuso si sviluppa in sette semplici mosse: la mappatura e la tassonomia degli spazi per conoscere le tipologie della potenziale offerta; la mappatura delle popolazioni che potrebbero fruire degli spazi; i nuovi “cicli di vita” con tempi di riuso diversi; i livelli di architettura e infrastrutture primarie per riabitare luoghi per lungo tempo abbandonati o rimasti incompiuti; le regole per l’accesso e la condivisione; le possibili politiche pubbliche per consolidare e rinnovare queste pratiche (www.temporiuso.org).

Spazi abbandonati? Riusiamoli!

Una vita biodinamica
a cura di Giuliana Zoppis

Spazi abbandonati? Riusiamoli!

Novità, eventi, prodotti e servizi per uno stile di vita innovativo e consapevole:
tutto ciò che può dare una svolta “ECO” alle azioni di ogni giorno con responsabilità, curiosità, fantasia, volontà di cambiare in meglio noi e il mondo in cui viviamo.

È lo spazio dedicato al biodinamico, condotto su La Raia.it da Giuliana Zoppis, architetto e giornalista specializzata nei temi ecodesign, bioedilizia e sostenibilità socio-ambientale.
Dopo numerose esperienze editoriali (Rizzoli / Corriere della Sera, Giorgio Mondadori / AD-Architectural Digest Italia e Mondadori) e televisive (Rai 2, Il Piacere di Abitare), collabora con i settimanali D-Dcasa e Il Venerdì de La Repubblica e il magazine Mark Up. È nella Commissione Sostenibilità di ADI (Associazione Disegno Industriale). Nell’autunno 2006 ha fondato con Clara Mantica il primo circuito per la promozione dell’abitare sostenibile Best Up.