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Miele biologico

Negli oltre 180 ettari de La Raia vi sono un lago guizzante di pesci, boschi centenari di rovere, ciliegio, acacia, tiglio e castagno, prati stabili dove pascolano vacche, cavalli e animali da cortile, campi coltivati a cereali e leguminose e infine distese a vigneto del vitigno autoctono dell’uva Cortese.

Le api possono quindi trovare qui quella varietà di fiori e di risorse botaniche e quella biodiversità di apporti nettariferi e di variegati pollini, in grado di assicurare e garantire agli alveari, con l’incessante perlustrazione delle api, un’alimentazione ricca e varia nel corso di tutto l’anno.

A La Raia così si possono produrre abitualmente, seppur in quantità diverse secondo l’andamento stagionale e meteorologico, sia un purissimo miele biologico mono floreale di acacia, sia un aromatico miele biologico millefiori d’inizio estate, sia un inconfondibile miele biologico di bosco.

Quest’aspetto di armonica e variegata biodiversità botanica colpisce a occhio nudo ogni visitatore, ma non è solo questo l’aspetto di sostanziale differenza che fa de La Raia l’oasi e il rifugio non solo per le api, ma per tutti gli insetti impollinatori e per tutte le piccole forme di vita.

La verzura de La Raia è infatti uno dei pochi e rari territori coltivati dove, grazie all’applicazione rigorosa del metodo biodinamico: non si diserba con molecole erbicide che contaminano irrimediabilmente le falde acquifere, tanto di superficie quanto di profondità; non si irrorano i nuovi e potentissimi fungicidi sistemici che compromettono gravemente l’equilibrio biologico delle elementari forme viventi, che permettono e garantiscono indispensabili meccanismi vitali, come la digestione, la protezione della pelle degli umani, la lievitazione del pane o la fermentazione del vino; non si irrorano i vigneti con i nuovi insetticidi sistemici che sterminano e debilitano la trasmissione neurologica non solo delle api, ma anche di tutte le piccole forme viventi.

Il crescente e pervasivo impatto della chimica sull’ambiente – negli ultimi vent’anni abbiamo perso in Europa il 60% delle farfalle – costringe quindi molti degli apicoltori piemontesi a fuggire dalle colline a vigneto quando inizia l’epoca dei trattamenti a base di biocidi tra i filari, che donano l’eccellenza dei migliori vini piemontesi, ma che nel contempo fanno dei vigneti un deserto della vita e della fertilità del domani. La produzione vegetale e il meraviglioso fenomeno della fotosintesi necessitano non tanto e non solo di apporti alchemici di sostanze, quanto dell’insieme di forme viventi – come batteri aerobici e anaerobici, lombrichi, insetti, uccelli e chirotteri – che sono nel contempo partecipi e protagonisti indispensabili del ciclo della vita sulla nostra Terra.

La Raia è oasi di sostenibilità ambientale, perché vi si praticano e coniugano accorgimenti e cure colturali secondo sapienza scientifica agronomica e innovazione, con la missione prioritaria di sopravvivenza e buona salute dei vari, ma sottovalutati perché non visibili ai nostri occhi, “viventi fattori di produzione”.

A La Raia infatti le api non solo sopravvivono ma, se il meteo è favorevole, producono e copiosamente “come una volta”. Tutto ciò è un’attestazione di qualità ambientale per il miele che supera, a mio avviso, ogni forma di certificazione.

Francesco Panella, apicoltore

Miele millefiori

Ogni millefiori è caratterizzato da gusto, odore e colore particolari che evocano il territorio di raccolta e variano a seconda della stagione di produzione.

Miele di acacia

Miele liquido, grazie all’alto contenuto di fruttosio. Per la sua consistenza, l’aroma e il gusto delicati è il miele dolcificante per eccellenza.

Miele di bosco

È un miele liquido, che nel tempo può cristallizzare. Deriva dalla melata, dolce linfa abbandonata in goccioline dagli insetti che la estraggono dalle piante.

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